Giglio di san Giovanni - Lilium bulbiferum L.
Giglio di san Giovanni - Lilium bulbiferum L.

Giglio di san Giovanni - Lilium bulbiferum L. Bulbo



Prosperano bene in terreni ben drenati, lavorati in profondità e concimati con letame vecchio di 2-3 anni. Le esposizioni più adatte sono il levante e il ponente. Sono specie rustiche e preferiscono il freddo al caldo; solo poche, come il longiflorum, il japonicum, il brownii e il formosanum, sono piante che non tollerano il gelo.

I bulbi si impiantano una volta per tutte e si lasciano interrati per 5-6 anni, togliendoli soltanto nel caso in cui si vogliano dividere. Generalmente dopo tale numero di anni vanno cambiati di sede perché tendono a impoverire il terreno dove vivono. La stagione di impianto migliore è la primavera o anche il tardo autunno, quando le piante non sono in vegetazione. Per il L. candidum, i cui bulbi non entrano mai in riposo completo, l'agosto. Vanno piantati a una profondità di circa 10 cm dalla punta del bulbo alla superficie. 

I L. si possono riprodurre per seme, processo alquanto lento (da 4 a 6 anni per avere il primo fiore) e da consigliare solo ove si vogliano produrre nuovi ibridi. Molto più agevole è la riproduzione attraverso i bulbi, che si formano accanto ai bulbi principali, o attraverso i bulbilli, che in alcune specie si formano alle ascelle delle foglie. Anche le scaglie dei bulbi, staccate con un frammento del disco cui aderiscono, messe in sabbia, in serra, ben presto sviluppano la nuova pianticina. Prima di metterle sulla sabbia bisogna attendere che secchino le ferite e cicatrizzino i tessuti. Le piante così ottenute fioriranno tra il quarto e il sesto anno. I bulbilli si trapiantano in terrine, i giovani bulbi singolarmente in vasetti o anche in aiuole a cm 15 uno dall'altro.