Le maggiori bulbose coltivate

Bomarea, Arum, Dalia, Anemone, Allium, Brodiacea, Mughetto, Gladiolo, Crocus

Calohcortus, Cardiocrinum, Fritellaria, Hippeastrum, Lilium, Anemone, Giacinto.

 e molti altri


Bomarea Caldasi (Bulbo)

La bomarea é una delle 120 specie di questo genere di grande impatto. Sono di norma piante rampicanti decidue dotate di foglie semplice e piuttosto strette. I fiori tubolosi sono raccolti in racemi terminali. La specie maggiormente coltivata e B. Caldasii, una liana che si arrampica fino ai 4 metri di altezza con portamento eretto. I fiori, in numero di 40 per ombrella, si aprono dalla primavera all' autunno.. Purtroppo non tollera temperature inferiori a 0°C è quindi indicata per la coltivazione in zone molto calde o in serre. Predilige un terreno fertile, umido, ma ben drenato e un esposizione alla luce. Nel periodo invernale occorre tagliare alla base i rami i rami morti e i fusti che hanno fiorito.


Allium Aflatunense, Fam. Liliacee (Bulbosa)

Gli allium presentano fiori stellati riuniti in infiorescenze globose o in ombrelle di diverso colore che sbocciano in primavera o all' inizio dell' estate. Le specie globose A. Giganteum e A. aflatunense vengono utilizzate per fiore reciso. Il gruppo delle specie cespitose, con ombrelle più basse come A. narcissiflorum, A. triquetrum,sono adatte per margini delle bordure o per giardini rocciosi. L' Allium può essere coltivato sia all' aperto in giardino, sia in vaso su balconi. Richiedono sostegni data l' altezza. I bulbi che vengono piantati in giardino possono essere lasciati a dimora per più anni, pacciamando il terreno nel periodo invernale. Preferiscono posizione soleggiate e un terreno sciolto e ben drenato. I bulbi si mettono a dimora in settembre-ottobre a una profondità che varia in funzione della loro dimensione 5-12 cm

Brodiaea  Fam. Liliacee (Bulbosa)

Al genere brodiaea appartengono circa diciotto specie di piante bulbose, originarie dell'America settentrionale; I bulbi di medie dimensioni, producono 3-4 foglie nastriformi, allungate, simili ad una graminacea, di colore verde brillante, in genere seccano durante la fioritura. In primavera inoltrata produce alcuni fusti, lunghi dai trenta ai cinquanta centimetri, leggermente arcuati, che portano infiorescenze costituite da 3-4 fiori di grosse dimensioni, a sei petali, di colore blu, azzurro bianco o lilla. Queste bulbose sono molto adatte nelle bordure o anche coltivate a macchie. possono tollerare qualsiasi tipo di esposizione, ma preferiscono il pieno sole, soprattutto nei luoghi con inverni molto rigidi. Non temono il freddo, anche se è opportuno pacciamare il terreno per il primo inverno con torba o foglie secche, subito dopo aver messo a dimora i bulbi in autunno. Originarie delle regioni meridionali degli stati uniti, queste bulbose possono sopportare senza problemi periodi anche lunghi di siccità, per una fioritura ottimale è però consigliabile annaffiare regolarmente da marzo a giugno, avendo cura di lasciar ben asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra le brodiaea  preferiscono terreni ricchi e sciolti, ma molto ben drenati; è bene ricordare di aggiungere una buona quantità di sabbia al terreno prima di mettere a dimora queste piante. Se coltivate in contenitore è utile rinvasarle ogni anni.La moltiplicazione può avvenire per seme, oppure per divisione dei bulbilli che vengono prodotti in continuazione dalle piante; per un successo assicurato è consigliabile staccare dal bulbo "madre" solo il piccoli bulbi che hanno già prodotto dei fiori.

Convallaria majalis  o Mughetto (Bulbosa)

 

La Convallaria comunemente chiamato Mughetto è una pianta bulbosa caratterizzata da un dolce profumo, i fiori di mughetto hanno forma a campana e piccole dimensioni e crescono tra lunghe foglie di colore verde brillante. Alcune varianti possono presentare fiori con colore leggermente rosato, ma sempre raccolti in infiorescenze con sei /dodici fiori ognuna, come per i mughetti più tradizionali. La bellezza del mughetto, però, è di breve durata: questa pianta fiorisce soltanto nel periodo primaverile e sfiorisce già sul finire di marzo. Nonostante le dimensioni contenute e l'aspetto delicato, il mughetto è una pianta che rivela notevole resistenza: può essere posto a dimora sia in vaso sia nel terreno del giardino, anche in spazi poco riparati, dal momento che non patisce le basse temperature e, al contrario, può essere posto a dimora già sul finire dell'inverno. Il carattere rustico e la resistenza del mughetto si rivelano anche nella sua capacità di adattarsi ai più diversi tipi di terreno: questa particolare pianta non richiedere terriccio particolare, anche se, naturalmente, potrà offrire una migliore fioritura in un terreno più ricco di materia organica e di sostanze nutritive. L'importante, per il terreno, è che sia ben drenante, per evitare i ristagni idrici. Il mughetto non necessita di frequenti annaffiature, soprattutto nel periodo invernale, quando le basse temperature e il riposo vegetativo permettono di non avere necessità nutritive particolarmente notevoli. Se il terreno in cui è posto il mughetto invece risulta povero, si può porre rimedio aggiungendo all'acqua di annaffiatura un po' di concime liquido, soprattutto con la ripresa del ciclo vegetativo, quando la pianta mostra le massime esigenze dal punto di vista nutritivo, per crescere e per prepararsi alla fioritura. Il mughetto non necessita di potatura: sarà sufficiente rimuovere le foglie che iniziano a seccare per poter mantenere la pianta bella e sana. La messa a dimora del mughetto è un'operazione molto semplice, grazie alla natura bulbosa delle sue radici. Il mughetto viene messo a dimora con il finire dell'autunno, per poter germogliare e dare una bella fioritura già nel mese di aprile successivo. La fioritura del mughetto è poco duratura, dunque poter posizionare la pianta nel terreno al momento giusto è importante per non perdersi un anno di delizioso profumo. La messa a dimora potrà avvenire in vaso o direttamente nel terreno: per ottenere una nuova piantina da un bulbo già presente sarà sufficiente tagliare, con un taglio netto e strumenti sterili, il bulbo originario in modo tale che su entrambe le due parti ottenute siano presenti delle parti radicali: a questo punto, sarà sufficiente interrare il bulbo e mantenere il terriccio inumidito per poter vedere crescere entro poco tempo una nuova piantina derivante dall'originale. I bulbi di mughetto possono essere poi lasciati nel terreno, a fine del periodo vegetativo, fino all'anno successivo oppure estratti dal terreno per venire conservati in un luogo fresco, asciutto e buio. I bulbi così conservati saranno pronti l'anno successivo per venire nuovamente interrati e per riprendere vita ancora una volta.

Calohcortus  Amsbilis Fam. liliacee (Bulbosa)

Calohcortus gunnisoni fam liliacee foto del fiore
Calohcortus

lL Calochortus è una bulbosa della famiglia delle Liliacee ha fusti sottili, che raramente superano il mezzo metro di altezza,le foglie sono lunghe, lanceolate di colore verde scuro. Ifiori sono penduli, bianchi o rosati, e compaiono nel periodo primaverile, per poi mostrarsi fino all’ inizio dell’estate.

Il C. predilige un terreno leggero, ben drenato e una posizione soleggiata, le annaffiature regolari

( due volte la settimana ) quando il terreno è secco. Pianta molto rustica tollera benissimo sia temperature estive che quelle invernali senza subire danni. Il C. si propaga per divisione dei bulbi nella stagione autunnale.

Cardiocrinum giganteum Fam. Liliaceae ( Bulbosa )

E’ un giglio enorme: raggiunge anche 3 metri di altezza con uno stelo robusto che alla base può avere un diametro di 10 – 12 centimetri. Dai Lilium si differenzia sia per la forma delle foglie, cuoriformi anziché lineari o lanceolate, disposte lungo l’intero stelo fiorale, che per quella delle capsule dei semi e, soprattutto, per le caratteristiche del bulbo. Questo è composto da poche grandi scaglie e, raggiunta la maturità, dopo la fioritura e la maturazione dei semi, muore. Sopravvivono i bulbi laterali prodotti durante i 6 a 10 anni in cui il bulbo madre si prepara alla fioritura. In questa maniera la pianta assicura la sua presenza nello stesso luogo per molti anni, a condizione che il suolo rimanga altamente fertile. Il Cardecrinum giganteum ama luoghi freschi, semi-ombreggiati, con inverni freddi. La germogliazione avviene precocemente nell’anno. Quando la pianta si trova in crescita non sopporta più gelate. Fiorisce d’estate, ma questa non deve essere troppo calda e l’aria non deve essere eccessivamente secca. Esige un substrato sempre molto nutriente e sufficientemente umido, ma non saturo d’acqua. I fiori imbutiformi sono profumatissimi, numerosi (anche 20 o 25 per infiorescenza), assai grandi (diametro di ca. 15 cm), inizialmente verdastri, a maturità bianchi con all’interno un alone porporino alla base. Nel suo habitat naturale ed in condizioni adeguate in coltivazione, come, per esempio, nella zona dei laghi dell’Italia settentrionale, la fioritura si protrae per molte settimane. I bulbi in dormienza, venduti generalmente senza garanzia di successo, devono essere acquistati presto nell’anno e messi a dimora nella prima metà di Marzo. Fioriranno nel primo anno solo quelli molto grandi, che possono essere anche assai costosi. Il bulbo va messo a dimora in un suolo sciolto, ben permeabile, arricchito di nutrienti con la seguente procedura: Preparare una buca di 50 cm di profondità con un diametro di poco maggiore rispetto al bulbo. Riempire i primi 15 cm dal fondo con letame ben maturo. Coprire il letame con terriccio e posizionare il bulbo in modo che la sua cima venga coperta da soli 5 cm di substrato. In caso di pericolo per gelate tardive è necessario coprire il germoglio con un telo di tessuto non tessuto oppure con un cono formato da carta di giornale.


Crocus vernus

.Il genere comprende più di 70 specie di piante bulbose, quasi tutte originarie del bacino del mediterraneo. Si tratta di piante nane, di solito molto rustiche, che crescono molto bene in piena terraLefoglie

sono verde scuro, lineari, con una striscia biancastra nella parte centrale. Ifiori sbocciano direttamente dal terrenocontemporaneamente o prima delle foglie. Sono piantine molto decorative e facili da coltivare. La specie più conosciuta tra i Crocus a fioritura invernale-primaverile è ilCrocus vernus da cui sono state ottenute molte varietà. Altrespecie presentano fioritura estiva. la gamma di colori è molto vasta e l'effetto decorativo in primavera è notevole. I crochi crescono con facilità in tutti i tipi di terreno, purché sia ben drenato. Si piantano a gruppi in autunno ponendo i bulbi a una profondità di 6-7 cm. La posizione migliore è quella sotto gli alberi dove però possano godere ampiamente di luce per le specie a fioritura primaverile, in agosto per quelle a fioritura autunnale. In estate si estraggono i bulbi dal terreno, si ripuliscono togliendo le parti secche e le foglie, si fanno asciugare in ambiente fresco e poco illuminato e si attende il momento del trapianto. Gli esemplari più grandi fioriranno l'anno successivo, i più piccoli dopo due anni

Fritillaria Fam Liliacee (Bulbosa)

Il genere comprende 85 specie di piante bulbose, rustiche e semi rustiche, questo delicato genere, stretto parente dei tulipani, ha foglie lanceolate o lineari e fiori solitamente penduli, tubolosi - campanulati di vari colori, rinchiusi da brattee simili a foglie. La più conosciuta e coltivata nei nostri climi è la Fritillaria acmopetala. Raggiunge un altezza di 0,5 1 metro ha foglie lucide , lanceolate lineari, e fiori campanulati, lunghi 3-4 cm., con tre tepali esterni, verde pallido che circondano i tre interni leggermente più piccoli, color porpora-bruno all' esterno e giallo- verdi venati di marrone all' interno. La fioritura avviene in aprile. Predilige un terreno fertile e ben drenato e una posizione soleggiata, ( tollera anche la mezz' ombra) . I bulbi della F. devono essere maneggiati con cautela: sono grossi , formati da un numero ridotto di squame carnose e non tollerano gli urti e le prolungate esposizioni all'aria. Al momento della messa a dimora si circondano con sabbia grossolana. Si piantano all' aperto da settembre a novembre alla profondità di 15-20 cm e si lasciano indisturbati per circa 4 mesi, dopodiché quando i fusti sono sono appassiti si possono tagliare al livello del terreno.

Yacinthus Orientalis (giacinto) fam. Gigliacee ((bulbosa)

l genere comprende una trentina di specie, tutti derivati dalla specie rustica Hyacinthus orientalis. Hanno foglie nastriformi e un fusto fiorifero privo di foglie, sul quale si inseriscono direttamente i fiori, che formano un fitto grappolo di fiori dai vari colori a seconda della specie, in genere raggiungono un altezza di 30 cm e un diametro di 8. Il G. predilige un terreno molto leggero, sabbioso, calcareo non sassoso. Ama le posizioni soleggiate e le annaffiature contenute. I bulbi si interrano da settembre a novembre a una profondità di 10 cm e alla distanza di 20. Nelle zone con inverni rigidi i bulbi vanno coperti con uno strato di torba o paglia. La moltiplicazione avviene per mezzo di bulbetti da luglio a settembre. La forzatura, che induce una fioritura anticipata rispetto al normale periodo di fioritura è molto semplice.

Si riempie un vaso con terriccio ben inumidito e di dispone i bulbi di giacinto molto ravvicinati uno con l'altro. Gli apici dei bulbi devono essere appena emergenti dal terriccio. Il vaso va collocato al buio completo in un luogo fresco tra i 4 e i 10°C, verificando periodicamente che il terriccio sia sempre inumidito e lasciare i bulbi per 40-50 gg fino a che i germogli non si siano alzati per 4-5 cm. Portare quindi alla luce (non quella diretta del sole) in appartamento con temperature intorno ai 17 massimo 20°C e aspettare che la colorazione dei germogli sia verde. A quel punto incomincerà ad emergere l'infiorescenza del giacinto (circa 2 mesi dopo aver 

Gladiolo  Gladiolus spp. Fam  Iridaceae (bulbosa)

Gladiolo  Gladiolus spp. Fam  Iridaceae (bulbosa)
Gladiolo Cardinalis

I gladioli crescono bene nei terreni leggeri, piuttosto sabbiosi ma freschi, in posizioni soleggiate protette da venti (gli ibridi sono alti e può essere necessario sostenerli con tutori). i bulbi si mettono a dimora da metà marzo a metà aprile. La fioritura è di breve durata e non è abbondante: ogni bulbo produce un solo fusto fiorifero. I bulbi vanno interrati a 10 cm di profondità; se si destinano alla produzione di fiori da taglio si piantano in file distanti tra loro 30-40 cm; nelle bordure si piantano in gruppi, distanziandoli di 10-15 cm.

Si inizia ad annaffiare le piante 5-6 settimane doopo l'interramento dei bulbi; nei periodi più caldi le annaffiature devono essere abbondanti. I gladioli che si intende utilizzare come fiori da taglio si recidono non appena sboccia il primo fiore dell'infiorescenza; in giardino, si tagliano le infiorescenze quando sono appassite, ma si lasciano i bulbi nel terreno finché le foglie non sono completamente ingiallite (in genere in ottobre). A questo punto, si possono tagliare i fusti fioriferi 1 cm sopra il bulbo. Quindi si estirpano i bulbi, badando a non danneggiarli, e si fanno asciugare per una decina di giorni; si mettono infine in cassette che vanno tenute al riparo dal freddo. Durante l'inverno si controllano i bulbi per scartare quelli malati o danneggiati. 

I gladioli si possono moltiplicare per mezzo dei bulbilli e per seme. I bulbilli si formano alla base del bulbo e hanno la dimensione di un pisello; si staccano dai bulbi quando si estirpano questi ultimi dal terreno, cioè in autunno, . Durante l'inverno si conservano nello stesso modo dei bulbi adulti e in marzo si piantano all'aperto, in solchetti profondi 5-8 cm, tra due strati di sabbia. Le piantine che ne nascono vanno annaffiate regolarmente. In autunno, quando le foglie sono ingiallite, si dissottereranno i bulbilli e si conservano nel moso consueto fino al successivo mese di marzo, in cui si ripiantano all'aperto. Le piante nate dai bulbilli fioriscono dopo 2-3 anni.

Le semina, che si effettua in febbraio-marzo, è un metodo di moltiplicazione generalmente utilizzato solo dai vivaisti per la creazione di nuove varietà, in quanto le piante nate da seme sono solitamente diverse per forma e per colore dalle piante-madri.

Lilium o Giglio di S.Antonio Fam liliacee (bulbosa)

Il giglio di Sant’Antonio è una delle circa 80 specie appartenenti al genere Lilium (famiglia Liliacee),
Giglio di S. Antonio

Prosperano bene in terreni ben drenati, lavorati in profondità e concimati con letame vecchio di 2-3 anni. Le esposizioni più adatte sono il levante e il ponente. Sono specie rustiche e preferiscono il freddo al caldo; solo poche, come il longiflorum, il japonicum, il brownii e il formosanum, sono piante che non tollerano il gelo.

I bulbi si impiantano una volta per tutte e si lasciano interrati per 5-6 anni, togliendoli soltanto nel caso in cui si vogliano dividere. Generalmente dopo tale numero di anni vanno cambiati di sede perché tendono a impoverire il terreno dove vivono. La stagione di impianto migliore è la primavera o anche il tardo autunno, quando le piante non sono in vegetazione. Per il L. candidum, i cui bulbi non entrano mai in riposo completo, l'agosto. Vanno piantati a una profondità di circa 10 cm dalla punta del bulbo alla superficie. 

I L. si possono riprodurre per seme, processo alquanto lento (da 4 a 6 anni per avere il primo fiore) e da consigliare solo ove si vogliano produrre nuovi ibridi. Molto più agevole è la riproduzione attraverso i bulbi, che si formano accanto ai bulbi principali, o attraverso i bulbilli, che in alcune specie si formano alle ascelle delle foglie. Anche le scaglie dei bulbi, staccate con un frammento del disco cui aderiscono, messe in sabbia, in serra, ben presto sviluppano la nuova pianticina. Prima di metterle sulla sabbia bisogna attendere che secchino le ferite e cicatrizzino i tessuti. Le piante così ottenute fioriranno tra il quarto e il sesto anno. I bulbilli si trapiantano in terrine, i giovani bulbi singolarmente in vasetti o anche in aiuole a cm 15 uno dall'altro.

Hippeastrum  Fam. Amaryllidaceae ( bulbosa )

Genere di 75 specie di piante bulbose, tropicali e subtropicali, affini a quelle del genere  Amaryllis( le quali sono molto più rustiche ) Gli h. devono essere coltivati in ambiente protetto. Sono eccellenti come piante di appartamento, presentano un bulbo di grosse dimensioni, le foglie sono nastriformi di colore verde più o meno scuro. I fusti fioriferi portano uno o più grandi fiori imbutiformi. Coltivazione in casa: in settembre- ottobre i bulbi vanno collocati in contenitori abbastanza grandi in modo che restino almeno 3 cm tra bulbo e parete del vaso: il bulbo deve sporgere di un terzo dal livello della terra. Il substrato sarà composto da terriccio di foglie, terra porosa, letame stagionato, sabbia e torba. I vasi vanno collocati in piena luce, ma non colpiti direttamente dal sole, a 20-25°C. Si annaffi solo quando il bulbo comincia a vegetare, dapprima moderatamente, quindi aumentare gradatamente le annaffiature. La pianta fiorita dovrà essere portata in un ambiente a temperatura inferiore, se si vorrà che la fioritura duri più a lungo. A fioritura terminata, le foglie continueranno a svilupparsi. Si diminuiranno le annaffiature quando non spunteranno più nuove foglie e le vecchie avranno finito di crescere. Le foglie moriranno e il bulbo entrerà nel periodo di riposo vegetativo. Dai bulbi si generano nuovi bulbi a fianco di quello principale. Questi possono essere staccati, facendo attenzione a non danneggiare le radici, e sistemati in vasi separati. E' meglio effettuare questa operazione tra gennaio e marzo. Servono diversi anni (3-6 anni) prima che 

Lachenalia Fam. Hyacinthaceae

 n Italia le Lachenalia sono eccellenti piante per vasi, nei quali dovrebbero essere coltivate assai fitte per ottenere il migliore risultato. Visto lo sviluppo contenuto delle radici e la buona resistenza a transitorie o accidentali condizioni di siccità è possibile piantarle con successo anche in ciotole non molto profonde, in cesti o in altri contenitori decorativi destinati ad essere collocati in casa. La fioritura è lunga, anche di 6 - 8 settimane, e da ogni bulbo ben sviluppato possono emergere 3 a 4 steli fioriferi. Per assicurarsi la fioritura invernale lunga anche all'interno delle abitazioni è necessario evitare temperature eccessivamente alte e non far mancare la sufficiente umidità al suolo e possibilmente anche all'aria durante tale periodo. Con specie caratterizzate da fiori penduli, come in particolare la L. bulbifera,  è possibile creare interessanti composizioni in cesti appesi collocando i bulbi sia poco profondi sotto la superficie del substrato che vicino alle aperture laterali del supporto. La punta dei bulbi dovrà trovarsi appena sotto la superficie ed essere rivolta verso l'esterno.

La coltivazione all'aperto è possibile solo in zone dove non si verificano mai episodi di gelo. In tali condizioni può essere vantaggioso collocare i bulbi ai margini delle aiuole o in punti ben visibili per garantire il maggiore effetto della loro fioritura precoce. All'esterno è preferibile collocarle in zone semiombreggiate e dove durante l'estate è assicurata la totale siccità del substrato.

Le Lachenalia devono essere coltivate in un terriccio ben drenato e ricco di humus. Normalmente i bulbi si piantano in tarda estate o in autunno alla profondità corrispondente al triplo della loro altezza. Inizialmente l'apporto di acqua deve essere moderato, ma durante la formazione dei boccioli, durante la fioritura e nel periodo successivo l'apporto di acqua deve essere frequente. La prassi migliore è di bagnare il suolo abbondantemente ogni volta che diventa secco anche in profondità. Non deve mai verificarsi alcun ristagno di acqua. Durante l'intero ciclo vegetativo è opportuno procedere alla somministrazione di piccole dosi di concime complesso liquido. In particolare le cultivar di origine orticola hanno bisogno di un apporto sostanzioso di nutrienti. Quando le foglie cominciano ad ingiallire è necessario progressivamente ridurre ed infine sospendere del tutto qualsiasi irrigazione. In caso non si possa assicurare l'adeguata siccità del substrato durante il riposo estivo delle piante, è necessario procedere al dissotterramento dei bulbi ed alla loro conservazione in un luogo ventilato e buio in sabbia oppure torba quasi completamente secca.

La riproduzione delle Lachenalia viene frequentemente eseguito tramite la semina, ma anche i bulbilli formati accanto al bulbo principale possono essere usati per creare nuovi gruppi di piante. Conviene separare i bulbi quando le foglie sono ingiallite e secche, dividendoli per dimensione per poter creare vasi con bulbi di simile grandezza. In tale modo si potranno ottenere insiemi omogenei delle piante.

 

 

Anemone Fam. Ranuncolaceae (rizomatosa)

Anemone fam Ranuncolaceae rizomatosa
Anemone coronaria di Caen

 botanici distinguono due gruppi: anemoni a fiore di papavero, o anemone dei fioristi ( A. coronaria e ibridi), e anemoni a fiore di margherita. Gli anemoni dei fioristi hanno fiori grandi, singoli, semidoppi, o doppi , con centro nero Fioriscono in estate e autunno da radici carnose. Hanno una gamma molto ampia, che comprende quasi tutti i colori escluso il giallo. Gli anemoni a fiori di margherita provengono da rizomi e hanno petali sottili che circondano un centro giallo oro e fioriscono alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera .

I rizomi degli anemoni a margherita vanno piantati in settembre a una profondità di 5 cm. Le radici carnose degli anemoni dei fioristi vanno immerse in acqua per una notte prima di essere piantate a una profondità di 3-5 cm, a settembre-ottobre per la fioritura in marzo-aprile o in marzo-aprile per la fioritura a giugno-settembre. Predilige esposizioni a mezz'ombra-piena luce a seconda della specie, un terreno ben drenato, ricco di materiale organico e mantenuto sempre umido. Le irrigazioni devono essere abbondanti quando sono in vegetazione. Gli anemoni dei fioristi richiedono una posizione riparata.

Agapanto (Agapanthus) Fam. Liliaceae ( Rizoma)

Agapanto (Agapanthus) Fam. Liliaceae ( Rizomatosa)
Agapanto

 Agapanto (Agapanthus) Fam. Liliaceae ( Rizoma) 

Le specie semirustiche (A. africanus e A. orientalis) sono coltivate all'aperto nelle zone a clima mite. Si utilizzano generalmente gli ibridi, più resistenti al freddo. Le piante sono cespitose, con foglie nastriformi e ombrelle di fiori azzurri in varie tonalità secondo le specie e gli ibridi. I rizomi vanno piantati in aprile -maggio in terreno ben drenato e ricco di sostanza organica. Ama le posizioni soleggiati e predilige abbondanti irrigazioni fiorisce in estate e raggiunge i 60 cm – 1 metro

Gloriosa Fam  colchicaceae (tuberosa) Rampicante

Gloriosa superba “Rothschildiana
Gloriosa superba “Rothschildiana

Genere di 5 specie di piante perenni tuberose, rampicanti, delicate affini al gigli. Può essere coltivata all'aperto solo in zone temperate, con inverni molto miti. I fiori che sbocciano in abbondanza, assomigliano a quelli del martagone e hanno sei tepali stretti, ricurvi, increspati e arrotolati ai margini. Le foglie lanceolate sono lucide mentre quelle superiori terminano con un viticcio

Si adattano bene alla coltivazione in vasi, posti in giardino, terrazzo o balcone durante la primavera e l'estate, e ritirati in luoghi adatti nei mesi freddi. I tuberi delle Gloriose, come la maggior parte delle Liliaceae, contengono colchicina e sono quindi velenosi.

Gloriosa rothschildiana: originaria dell'Uganda, ha stupendi fiori rossi e gialli con petali arricciati rivoltati all'indietro. Si arrampica per mezzo di viticci posti alla cima delle foglie (lunghe fino a 12 cm). Spesso coltivata in serre calde. I frutti sono capsule allungate contenenti circa novanta semi di colore scuro. I rizomi bulbosi in superficie sono bianco giallognoli, larghi circa due cm e lunghi fino a 25 cm.

Gloriosa simplex: originaria del Monzambico, presenta fiori color arancio con sfumature gialle; alta fino a sei metri.

Gloriosa superba: originaria dell'Asia e dell'Africa tropicale, ha bellissimi fiori arancio e scarlatto con margine increspato. Supera i tre metri di altezza.

Temperatura: abbisogna nel periodo vegetativo di temperature al di sopra dei 18°C.

Luce: esposizione soleggiata in inverno e ombreggiata in estate.

Annaffiature e umidità ambientale: in primavera si deve irrigare progressivamente, ma le annaffiature devono essere sospese dopo la fioritura.

Arum Fam. Araceae

                                                      Arum Fam. Araceae
Arum Fam. Araceae

A questo genere appartengono solo 26 specie erbacee, perenni, provviste di rizoma o tubercoli dai quali hanno origine nuove foglie; queste sono picciolate , cuoriformi, lanceolate o sagittate, verdi a volte macchiate o striate di giallo o bianco. L' apparato floreale è molto caratteristico e si compone di una spata che si avvolge a cornetto intorno allo spadice.I frutti sono velenosi. Gli Arum vengono utilizzati in giardino oppure anche in vaso  

La maggior parte è rustica, ma le piante vanno protette nei periodi freddi con pacciamature di torba, paglia e fieno. Predilige luoghi semi ombreggiati, con terreno fresco e fertile, e annaffiature frequenti durante il periodo vegetativo. Queste che vanno sospese completamente durante il periodo di riposo. I tuberi vanno messi a dimora in autunno o primavera a una distanza di 30 cm sulla fila e 15 cm sotto terra.

Begonia tuberosa Fam. Begoniacee.

Begonia Tuberous Double White fam begoniacee
Begonia Tuberous Double Red

Le begonie tuberose presentano un grosso tubero nerastro, depresso nella parte centrale, e fusti cespugliosi molto corti; le foglie sono molto larghe verde brillante sula pagina superiore, rosso carico sotto, cordate ,decorative, generalmente decidue; i fiori femminili sono singoli, quelli maschili sono doppi; grandi o doppi e hanno colori molto vivaci.

Crescono bene in terreni ben drenati, ricchi di humus, e in posizione soleggiate o semi-ombreggiate.

Le annaffiature devono essere costanti nel periodo estivo, mentre d' inverno vanno sospese quasi del tutto. Le begonie sono divise in tre gruppi: tuberose, (vedi sopra) rizomatose, e a radici fascicolate. La forma del fiore è simile in tutti i tre gruppi, variano solo le dimensioni. Le begonie rizomatose sono sempre-verdi e vengono coltivate per le foglie, che si formano da un rizoma allungato, anche le begonie fascicolate sono sempre-verdi; hanno fusti alti, eretti, a volte legnosi, e sono coltivate soprattutto per i fiori. Le foglie sono generalmente triangolari-cordate, di

dimensione variabile da specie a specie.

Le begonie tuberose si piantano in marzo-aprile quando la temperatura oscilla tra i 15 e 18°C, ponendoli con la parte concava verso l' alto in vassoi alti 10 cm., pieni di torba, umida, appena compaiono i germogli, si trasferiscono in vasi di 20 cm. Alla fine di maggio possiamo trapiantare i germogli in piena terra, in posizione soleggiata o parzialmente ombreggiata. Si levano dal terreno i primi di ottobre per evitare i primi geli. Durante l' inverno i tuberi si conservano coprendoli con torba secca o sabbia e tenendo il tutto leggermente umido per evitare che i rizomi si raggrinzino.

Le begonie rizomatose e a radici fascicolate vanno coltivate in serra o come piante d' appartamento

seguendo le stesse procedure delle begonie tuberose ma mantenendo una temperatura che non superi i 13°C . Tutte le begonie si possono moltiplicare per seme, per talee, o per divisione dei tuberi tagliando quest'ultimi in porzioni contenenti ciascuna almeno un occhio sano e si piantano in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali.

Freesia  (Fam Arideacea (cormo)

Genere di 20 specie di piante bulbose, originarie del Sud- Africa, rustiche solo nelle zone a clima mite,

Ogni singolo bulbo produce un piccolo ciuffo di foglie lineari nastriformi, che crescono fino ad un altezza di 50-60cm, dal centro delle quali in estate si sviluppa un sottile fusto eretto, ramificato, che porta numerosi piccoli fiori eretti, imbutiformi , riuniti in pannocchie arcuate, molto profumati e di colore bianco, bianco-giallo altezza di 50-60cm, i fusti sono sottili e ramificati e portano delle spighe unilaterali composte da fiori eretti, imbutiformi lunghi 2-5 cm. Hanno un profumo gradevolissimo e intenso.

Le F. che si coltivano in giardino sono generalmente ibridre come del resto ibride sono le F. che si coltivano in serre riscaldate . I bulbi delle F. si interrano in autunno (fino a dicembre), prima comunque che diano segni di vegetazione; i più grandi sono quelli che fioriranno per primi. Prediligono un terreno leggero (terra, sabbia, terriccio di foglie o torba)e una posizione soleggiata. Da giugno-luglio, fino alla fine della fioritura, si annaffia quando il terreno è asciutto, ogni 3-4 giorni; dal momento in cui le foglie cominciano ad appassire si sospendono le annaffiature per permettere ai cormi di entrare in riposo vegetativo. Nel periodo vegetativo fornire del concime per piante da fiore, sciolto nell'acqua delle annaffiature, ogni 10-15 giorni.

Se non si coltivano per il fiore reciso, i bulbi si lasciano indisturbati nella loro dimora. Oltre che per divisione dei bulbi, le F. si moltiplicano per seme: da seme si ottengono rapidamente e in un anno si hanno già piante pronte a fiorire. Le F. oltre che nei giardini, nelle zone a clima adatto, sono coltivate nelle serre e anche tenute negli appartamenti, ma solo per il periodo della fioritura

Per la coltura forzata in serra i bulbi (cormi) vengono invasati a metà settembre e i vasi collocati in serra temperata a una temperatura di 15-18°C (le F. non amano l'eccessivo caldo). Dopo la fioritura e quando le foglie diventano gialle, i bulbi si estraggono e si fanno seccare all'aria; si tengono poi, per il breve periodo di riposo vegetativo, in sabbia o torba, in luogo fresco dove non possano seccare troppo.

Clivia  Fam: Amaryllidaceae

Clivia  Fam: Amaryllidaceae
Clivia miniata

Le clivie sono piante provviste di corti rizomi e spesse radici, con lunghe foglie nastriformi sempreverdi e ricche ombrelle di fiori rosso-arancione. Sono solo quattro le specie, la puù famosa delle quali è C.miniata, alta circa 50 cm. Con fiori a imbuti di un bel colore arancio-scarlatto.

I rizomi vanno messi a dimora in posizione ombreggiata o in mezz'ombra,su terreno sciolto, friabile, ben drenato: poiché i loro bulbi sono superficiali. In inverno necessitano di poca acqua , ma con l' arrivo della primavera le annaffiature vanno aumentate. Si moltiplicano per divisione dopo la fioritura. Vivono bene anche all' aperto ma solo in aree temperate, altrimenti è bene porre in serra o in una veranda la pianta durante i mesi invernali.

Dalia Fam. Asteracee (Tubero)

                                                                    Dalia semi cactus
Dalia semi cactus

 Genere che comprende 20 specie di piante erbacee perenni provenienti dal Messico, diffusissime nei giardini italiani, le dalie raggiungono altezze variabili ( dai 20 cm ai 2 metri). E hanno fiori più o meno grandi, di forme e colori diversi a seconda delle specie e le varietà. Sono piante perenni con radici tuberizzate.

Le foglie sono generalmente verde scuro e composte da foglioline profondamente divise, pennatifide con segmenti ovali. I fiori portati da fusti fioriferi piuttosto lunghi, sono qualche volta, semplici ma nelle varietà più diffuse sono generalmente doppi. Le dalie coltivate derivano tutti dallaDahlia variabilis.

Le varietà vengono solitamente distinte in due grandi gruppi: dalie da bordure e dalie da aiuola. Le prime si suddividono ancora in otto varietà secondo la forma del fiore utilizzabili per formare bordure e macchie fiorite; in genere si coltivano senza mescolarle ad altre piante :a fiore semplice, a fiore di anemone, a collaretto, a fiore di peonia, a palla, pompom, decorative e cactus e sami-cactus.

Nelle dalie a fiore semplice, il capolino, largo 10 cm è formato da un anello esterno di fiori semplice, e da un disco centrale e raggiungono un altezza di 40-70 cm.

A fiori di anemone. Raggiungono un altezza di 70 cm un metro. I capolini doppi, hanno, hanno fiori esterni appiattiti, che circondano un gruppo folto e compatto di fiori tubolosi più corti, spesso di colori diversi.

Le dalie a collaretto hanno capolini con un anello esterno, di fiori semplici predisposti a raggio, appiattiti, talvolta sovrapposti, un anello interno ( o collare )di fiori più corti e un disco centrale. Raggiungono un altezza che varia da 0,70 a 100 cm.

Quelle a fiore di anemone hanno dei capolini, composti da 2 o più serie di fiori appiattiti e da un disco centrale, possono raggiungere un altezza di un metro.

Le dalie a palla hanno capolini doppi, a forma di palla, formati da fiori con margini curvati verso l' interno e con apice arrotondato disposto a spirale.

Quelle denominate pompon, hanno capolini simili a quelli della dalia a palla ma più piccoli e più globosi, i margini dei fiori petaloidei sono ricurvi verso l' interno per tutta la sua lunghezza.

Le Dalie cactus e semi-cactu, portano capolini completamente doppi, con fiori del raggio appuntiti, arrotolati all' indietro per più della metà della loro lunghezza, nelle semi cactus i fiori del raggio sono più grandi e arrotolati per meno della loro lunghezza . Il gruppo si divide in 5 sezioni , secondo le dimensioni dei capolini. Giganti, grandi, medie, piccole e miniature.

A metà aprile si piantano le radici tuberizzate senza germogli alla profondità di 10 cm. Le talee radicate e le radici tuberizzate germogliate se le condizioni del tempo lo permettono si piantano nella terza settimana di aprile. Si possono coltivare in qualsiasi terreno ben drenato e arricchito con terriccio o torba , aggiungendo in ogni caso, al momento della messa a dimora 35 gr/mq di farina di ossa. Prediligono posizioni soleggiate e protette dai venti freddi.

Le varietà alte e con fiori più grandi e pesanti vanno sostenute con tutori, le annaffiature devono essere regolari e abbondanti.

 

Ciclamino (Cyclamen)   Fam. Cyclamineae ( rizoma)
Cyclamen_'Stirling'

Genere di 15 specie di piante erbacee, perenni, tuberose, spontanee nei paesi del Mediterraneo. Molte sono rustiche e crescono bene all' aperto, sotto alberi e arbusti. Fioriscono in vari periodi dell' anno; hanno foglie molto decorative, tondeggianti , ovato cordate o reniformi, picciolate che si formano direttamente dai tuberi, tondeggianti o appiattite. I fiori sono portati da lunghi peduncoli, formati anch'essi dai tuberi; sono rivolti verso il basso e hanno corolla tubolosa, terminante con cinque lobi lanceolati rivolti all' indietro. Dopo la fioritura, il peduncolo floreale si attorciglia, portando il frutto a capsula in prossimità del terreno. La capostitipite delle molte varietà di Ciclamino è la Cyclamen persicum, che ha un altezza di 20-25 cm, con foglie rotondato-cordate , ovato-cordate, od ovali, sono verde scuro, talvolta con variegatura argentea o verde chiaro. I fiori profumati sono lunghi 4-5 cm., di colore rosa .

I C. crescono bene in terreni ben drenati, ricchi di sostanza organica, in posizioni parzialmente o del tutto ombreggiate. Le specie rustiche si piantano in maggio-giugno, nel periodo di riposo vegetativo, ad una profondità di 2-3 cm., ma ogni anno, quando le foglie sono seccate è bene aggiungere un po di terriccio sul terreno.In estate le annaffiature devono essere abbondanti. Durante il periodo invernale la temperatura ottimale è di 18-20°C e non deve scendere al di sotto dei 15°C. Annaffiamo con regolarità, ma solo quando il terreno è ben asciutto, ed evitando di lasciare acqua nel sottovaso o di bagnare eccessi o di bagnare eccessivamente il fogliame.

I ciclamini possono essere riprodotti solo da seme. I tuberi infatti non si riproducono e non possono essere divisi. I semi vanno raccolti in estate. Ricordiamo che i ciclamini d'appartamento per produrre semi devono essere impollinati. Per fare questo con un pennellino si preleva il polline dalle antere e si deposita sugli stimmi. I semi vanno quindi seminati nel mese di settembre.

 

 

 

 

 

Ranuncolo Ranunculus L., 1753 Fam: Ranunculaceaea

 Ranuncolo Famiglia Ranunculaceae Genere Ranunculus L., 1753
Ranuncolo Ranunculus asiaticus

Oggi il R. asiaticus ha soprattutto importanza industriale, come fiore reciso; nei giardini non è molto coltivato. Fino a metà Ottocento fu invece un fiore molto amato, uno di quei fiori profondamente trasformati dagli ibridatori, per cui infinite sono le sue varietà. I petali, in numero di 5 all'origine, furono moltiplicati fino a ottenere fiori semidoppi e fiori doppissimi, in cui anche gli stami sono trasformati in petali e la pianta non produce quasi più semi. Anche la gamma di colori si è arricchita notevolmente, con l'unica eccezione del blu.

Oggi i R. sul mercato si istinguono generalmente in R. francesi, da cui sono derivati i R. a fior di peonia, semisferici; R. persiani, per la maggior parte semidoppi; R. turchi e africani, molto vigorosi a fiore grande e molto doppi, generalmente più precosi degli altri. 

Si possono coltivare in terra piena o in vaso, con terriccio leggero, lavorato in profondità e ricco di humus. Il terreno deve essere ben drenato, non ombreggiato, meglio esposto al sole mattutino. Nelle zone a clima più freddo può essere coltivato a sud, ai piedi di un muro.

Le zampe vanno interrate a febbraio-marzo nei luoghi freddi, a dicembre gennaio nella maggior parte delle regioni d'Italia. Nelle regioni meridionali si può effettuare loperazione in autunno, tra settembre e ottobre, continuando fino a febbraio. Per avere fioriture migliori si consiglia di lasciar riposare le zampe, dopo averle estratte dal terreno, almeno un anno.

Le zampe sono delicate e vanno piantate con l'occhio in alto a 10-15 cm di distanza l'una dall'altra, a una profondità di 5-10 cm. Dopo la fioritura, quando i fusti e le foglie si sono seccati, si deve procedere alla raccolta delle zampe. Se il fusto aderisce ancora alla zampa, si taglia delicatamente al di sopra dell'occhio centrale. E' bene setacciare il terreno per raccogliere anche le zampe più minute. Si mettono quindi a seccare in luogo aerato e si ripongono in torba secca o sabbia. Generalmente si usa togliere le zampe ogni anno, perchè una seconda e terza fioritura offre di solito un prodotto molto scadente.

I R. si moltiplicano per divisione delle zampe o per seme. La semina e la successiva produzione di rizomi è però un processo abbastanza lungo e laborioso.