Ruggine della rosa  (Phragmidium spp.)


Sintomi

La ruggine della rosa é una malattia che si manifesta sulle foglie e in caso di forte attacco anche sui rami. Sulla pagina superiore delle foglie appaiono delle macchie angolose e clorotiche che con l'evoluzione della malattia si scuriscono fino alla necrotizzazione dei tessuti. Sulla pagina inferiore delle foglie appaiono invece delle pustole di color giallo arancio, a fine estate con la maturazione tendono a mutare colore verso il marrone-nero. Con l'aggravarsi dell'attacco le macchie possono confluire tra loro e provocare il disseccamento di parti di foglie o in casi gravi la caduta della maggior parte delle foglie. Di conseguenza l'estetica della pianta é compromessa come lo é la fioritura che avviene in ritardo e in modo scadente.

Ciclo biologico

Nove specie di Phragmidium possono essere presenti sulla rosa, P. mucronatum é la specie più comune che causa la ruggine sulla rosa. Il fungo sverna sotto forma di spora (teleutospora) nelle pustole marroni nere presenti sulle foglie autunnali cadute al suolo. In zone con inverni rigidi é possibile che il fungo non sopravviva al freddo. In primavera le spore producono i basidi, attraverso il trasporto d'aria le nuove spore formate infettano le foglie attraverso gli stomi asperti. Le infezioni primaverili avvengono a seguito di periodi piovosi con ristagni di umidità, la temperatura ottimale é 18°-21°C.

Causa

Le infezioni primaverili derivano dalla presenza di inocuolo del fungo residuo dell'anno precedente in zone adiacenti alla pianta. Condizioni climatiche favorevoli, umidità e temperatura, favoriscono la germinazione delle spore.

Prevenzione

E' consigliato l'impianto di varietà resistenti alla malattia. In autunno é consigliato rimuovere le foglie cadute al suolo per ridurre l'inoculo in primavera. In periodi caldi evitare di irrigare tramite aspersione così da non indurre ristagni di umidità nella zona delle foglie, inoltre é consigliato posizionare le rose in zone ben ventilate con una bassa densità di piantagione.

Lotta

La lotta a questa malattia é di tipo chimico, ma é possibile ridurre il potenziale di inoculo tramite pratiche agronomiche. La potatura, l'asportazione e l'eliminazione di parti della pianta infette, come foglie e germogli, riduce il potenziale. La lotta chimica preventiva si effettua in relazione a periodi piovosi con forte presenza di umidità, mentre la lotta chimica curativa si effettua alla comparsa delle prime pustole. Il calendario e la scadenza dei trattamenti vanno in funzione del tipo di prodotto scelto. 

È sempre preferibile, quando possibile, l'uso di metodi compatibili con la lotta biologica. Quando questo non è fattibile, utilizzare un prodotto omologato che si trova nella lista cliccando sul link seguente: prodotti.

ATTENZIONE! Questi prodotti possono anche essere molto tossici e dannosi per la salute e per l'ambiente. Meglio quindi affidarsi nell'uso degli stessi ai consigli e all'intervento di un professionista del settore.