Afide verde della rosa (Macrosiphum rosae L.)
Afide verde della rosa (Macrosiphum rosae L.)


Sintomi


La rosa subisce attacchi di diversi tipi di afidi, il più importante dei quali é Macrosiphum rosae, afide della rosa. L'afide della rosa è munito di un apparato boccale pungente-succhiatore, si nutre della linfa che sottrae alla pianta tramite punture; esse provocano la deformazione dei germogli con conseguente arresto dello sviluppo della nuova vegetazione e la deformazione dei boccioli fiorali che talvolta non sbocciano oppure si aprono in modo irregolare. L'afide emette un liquido zuccherino, detto melata, che, ricoprendo la vegetazione, può provocare bruciature dei tessuti, asfissia e soprattutto l'instaurazione di particolari funghi che sviluppandosi su questa secrezione zuccherina danno origine a macchie di color bruno grigio chiamate comunemente fumaggini. Il danno diventa essenzialmente estetico e, se diffuso, ostacola il normale funzionamento dei tessuti vegetali ricoperti. Inoltre la melata attira altri insetti come le formiche, quasi sempre presenti su una rosa infestata da afidi.

Ciclo biologico

L'afide vive solitamente in colonie, generalmente sui giovani germogli. Le sue dimensioni sono di appena qualche millimetro e il suo colore varia dal verde al rosa. In una colonia troviamo due forme: quelle alate, che possono spostarsi di alcuni chilometri per colonizzare nuove piante e dare così vita a nuove colonie, e quelle senza ali, dette attere, principali responsabili dei danni alle piante. Macrosiphum rosae sverna sotto forma di uovo. L'infestazione inizia in primavera inoltrata e continua per tutto l'anno con il succedersi di generazioni femminili prodotte da femmine non fecondate (per partogenesi) fino all'autunno quando si avrà una generazione maschile che, accoppiandosi con le femmine, produrrà le uova adatte per svernare. In certi ambienti e in annate con inverni miti, il ciclo femminile può continuare tutto l'inverno fino all'anno successivo.

Causa

Se nel rosaio e nelle rosacee presenti nei dintorni vi è la presenza di uova svernanti, in primavera, il rischio di un attacco è maggiore.

Prevenzione

Favorire la presenza di ausiliari nel rosaio. Evitare dunque l'utilizzo di pesticidi nei dintorni e favorire la diversità di fiori nel giardino. Se gli ausiliari non sono favoriti, compaiono solo quando la colonia dell'afide ha raggiunto una certa importanza.

Lotta

Gli interventi chimici contro i pidocchi sono effettuati alla comparsa delle infestazioni. Considerando i numerosi predatori degli afidi, prima di applicare un trattamento è necessario valutare il rapporto predatore/parassita. 

È sempre preferibile, quando possibile, l'uso di metodi compatibili con la lotta biologica. Quando questo non è fattibile, utilizzare un prodotto omologato per rose