Iniziamo dal terreno

 

Molte persone pensano che la rosa sia una pianta di difficile coltivazione: niente di più distante dalla realtà. Con una buona preparazione del terreno, possiamo eliminare gran parte dei problemi connessi alla coltivazione di questa meravigliosa pianta.

 Imparando a scegliere le rose adatte al nostro clima ed al tipo di terreno di cui disponiamo, a capire quali siano le delicate interazioni tra piante ed insetti, potremo coltivare le rose con metodi più biologici, diminuendo l’impiego di concimi e pesticidi e, cosa non secondaria, risparmiando sul budget che abbiamo destinato per il nostro giardino.  

Concentriamo la nostra attenzione sul terreno, fattore che principalmente condiziona la crescita delle rose. Senza un buon terreno, tutti i nostri sforzi rischieranno di essere vanificati. Come possiamo sapere se il terreno del nostro giardino è adatto? Il metodo più completo ed efficace è sicuramente un’analisi chimico-fisica, che ci fornirà utili indicazioni riguardo alla presenza degli elementi nutritivi ed al pH, nonché informazioni inerenti alla struttura ed alla tessitura. In maniera piuttosto empirica possiamo raccoglierne una porzione e schiacciarla con le mani: dovrebbe essere compatto ma, una volta rilasciato, frantumarsi con facilità. 

I terreni argillosi sono pesanti e tendono ad impastarsi, non frantumandosi una volta rilasciati: sono ricchi di elementi nutritivi, ma a causa della loro natura non permettono alle radici di svilupparsi adeguatamente, causando difficoltà di drenaggio e problemi fitopatologici dovuti al ristagno idrico. Questi terreni possono essere migliorati con l’aggiunta di sabbia. I terreni sabbiosi, al contrario, tendono a non compattarsi quando vengono stretti in mano, sbriciolandosi non appena rilasciati: il problema con questi suoli è la scarsa capacità di ritenuta idrica, che rende meno disponibili le sostanze nutritive ed aumenta il rischio che le radici rimangano asciutte, con conseguente sofferenza delle piante. I terreni di questo tipo possono essere migliorati con l’incorporamento di buone quantità di sostanza organica.

Il pH ideale per le rose è quello neutro o leggermente acido, con valori intorno a 6,6. In caso di terreni troppo calcarei od alcalini possiamo migliorarli con l’aggiunta di solfati.  

Il suolo idoneo alla crescita delle rose è ricco di sostanza organica ben decomposta, preparato qualche tempo prima della messa a dimora, lavorato in profondità, almeno 40 cm. Ciò permette alle sostanze ammendanti incorporate al terreno, in particolare se usiamo del letame, di miscelarsi uniformemente e, decomponendosi, di rilasciare sostanze nutritive ed interagire col terreno stesso, migliorandolo e creando un ambiente favorevole alle radici delle nuove piante.  

Come si è visto, con alcuni  semplici accorgimenti potremo trarre la massima soddisfazione dalla coltivazione di questa affascinante presenza nel nostro giardino.