Si raccomanda di scegliere un buon preparato specifico per rose. Per gli amanti del fai-da–te che volessero provvedere direttamente alla sua preparazione, è bene sapere che la rosa gradisce un terriccio composto da circa tre parti di torba bionda grossolana e fibrosa ammendata a pH 5,5 - 6 (la migliore è importata dalla Svezia ) e di una parte tra argilla e pomice o vulcanite. Se non si dispone di torba a pH 5,5-6 si dovrà aggiungere, per ogni litro di terriccio, due grammi di carbonato di calcio per portare il pH naturale della torba che generalmente è 3,5 – 4, a circa 6 e un’adeguata dose di fertilizzante organico a lenta cessione. Le rose preferiscono le concimazioni organiche capaci di mantenere viva la flora batterica che a sua volta trasforma i sali minerali in sostanze nutritive assimilabili dalle radici. A differenza delle piante di rosa a radice nuda, per le quali il periodo di piantagione è limitato alla sola stagione invernale, per quelli cresciuti in vaso nella loro terra d’origine, possono essere piantati durante tutto il corso dell’anno, prediligendo tuttavia l’autunno e l’inverno. Le rose amano sviluppare le loro radici in profondità ed è perciò consigliabile preparare una buca un po’ più profonda dell’altezza del vaso che si va a trapiantare, in modo da poter distribuire sul fondo un concime a lenta cessione che assicuri per diversi mesi la disponibilità di elementi nutritivi assimilabili. Ottimi risultati si ottengono con la cornunghia, interrata alla dose di 300 grammi per metro quadro. Pareggiare la superficie aggiungendo il concime necessario, riempire la buca di acqua attendendone l’assorbimento e procedendo, se necessario, ad aggiungere nuovo terriccio. Ciò favorirà, grazie alla stabilizzazione del terreno, l’attecchimento della pianta e assicurerà la stessa contro i movimenti causati dal vento. Il mancato assorbimento dell’acqua da parte del terreno e in breve tempo, è un chiaro segnale di un terreno pesante, argilloso e asfittico. Occorre intervenire, come già visto, con sabbia, pomice o pozzolana. Se il terreno è chiaramente secco, si abbia cura di innaffiarlo generosamente prima e dopo la messa a dimora della rosa. In caso di interramento di rose rampicanti, si consiglia di sistemarle ad almeno 50 cm di distanza dal muro o dall’ albero per evitare che queste patiscano l’eccessivo surriscaldamento provocato dal primo o la competizione del secondo. Quando la messa a dimora è terminata, applicare un buono strato di concime o letame ben maturo. In mancanza di questo sono soddisfacenti anche paglia, foglie, corteccia o erba tagliata. Nel caso si proceda alla messa a dimora di più Rose a formare un’aiuola, la distanza di piantagione ideale per rosai classici è di 50 cm mentre di 50-100 cm per le arbustive. Per quanto riguarda le varietà rampicanti, la distanza tra una pianta e l’altra può variare da 1-2 m fino a 4 m in relazione alla lunghezza dei rami che, una volta sviluppati, andranno disposti orizzontalmente e all’ altezza della parete o del grigliato da ricoprire. La distanza tra la fila per formare una siepe può variare da 45 cm a 1 m secondo la dimensione, il tipo di rosa e anche secondo quanto tempo si desidera trascorra prima che la siepe sia ben fitta. È possibile ottenere altezze diverse lungo la stessa siepe e creare in tal modo un mirabile effetto ondulato semplicemente variando la densità d’impianto. Alla massima densità corrisponderà un’altezza elevata e, viceversa, ad una densità minima un’altezza inferiore. 

 le rose a radice nuda. Sono semplicemente piante vendute prive sia del vaso che del pane di terra, con le radici tutte in vista… quindi “nude”; scegliendo questa tipologia si può risparmiare sul prezzo della pianta essendo più agevole lo stoccaggio, il confezionamento e il trasporto.

Le piante si trovano in stato di riposo vegetativo ed i vivai provvedono a spedirle durante il periodo ideale per l’interramento, che, a seconda delle condizioni climatiche, va eseguito dal mese di novembre fino a marzo.

 Nel caso di rose a radice nuda è consigliabile fare l’ INZAFFARDATURA, che reidrata bene le radici e le protegge dal freddo. E’ una pratica con la quale si immergono le radici di una pianta in un miscuglio di terra fine, letame fresco e acqua subito prima del trapianto con lo scopo di favorire l’attecchimento.