Ortensie in vaso in casa

 

Si tratta, in genere, di piante coltivate in contenitori di plastica con 3-5 capolini fioriti. In casa queste piante vanno tenute in luoghi luminosi con umidità dell' aria molto elevata (nebulizzazioni frequenti), e lontane da correnti d' aria calda e fonti di calore  danno ottimi risultatise coltivati in vaso di 24-30 cm di diametro o più. Come substrato si può usare uno dei terricci specifici per acidofile, a base di torba, già pronta in sacchi da 25-50 litri.

Tuttavia il rischio di questi terricci, è che una volta asciutti, non riescono più ad impregnarsi d' acqua se non dopo ore, lasciando così le radici esposte alla disidratazione. Per ovviare a questo adottiamo un miscuglio costituito per metà di torba acida e per l' altra metà da terra di giardino, mista a terriccio di foglie, composta, letame maturo e una piccola parte di sabbia di fiume che favorisce il drenaggio e l' areazione.

Una volta messa a dimora l' esemplare giova distribuire in superficie un pizzico di concime minerale per acidofile che aiuterà le prime fasi di sviluppo della pianta nel suo nuovo recipiente. E' consigliabile eseguire il rinvaso ad anni alterni, a fine inverno, anticipando un po il risveglio primaverile. Non è necessario aumentare il diametro del vaso se l'esemplare non ha dato segni di sofferenza. La maggior parte delle varietà da vaso fanno parte del gruppo " hortensia " con capolini goblosi: tutte sono eccellenti per la decorazione di interni e ottime per fiore reciso, infatti possono durare fino a 10-14 giorni in vasi capienti. e con molta acqua.

Nella coltivazione in vaso le esigenze idriche aumentano, è consigliabile quindi l' utilizzo di sottovasi con riserva di acqua.

 Ortensie in vaso all' aperto

 

Le ortensie possono essere ottime piante11px da esterno anche coltivate in vaso, sia esso di terracotta, legno, o altro. Naturalmente scegliendo varietà diverse o trattando il terreno con diversi fertilizzanti è possibile ottenere fiori con più colori.

Per bilanciare il peso delle piante e permettere un drenaggio adeguato è preferibile utilizzare contenitori piuttosto pesanti e con grandi fori sul fondo, che vanno coperti prima con uno strato di cocci, quindi con uno strato di torba, fibre di cocco o compost ben maturo che aiuterà a trattenere l' umidità.

Per permettere un irrigazione adeguata la terra dovrebbe arrivare fino 5 cm sotto il bordo del contenitore. Ottimi risultati si possono ottenere, usando, al posto dei normali terricci universali a base di torba, un compost da vaso più "pesante", costituito da terra di medio impasto sterilizzata con un po di sabbia e ghiaietto. Per migliorare ulteriormente il drenaggio bisognerebbe in oltre usare un po di terriccio fertile, sempre mescolata a sabbia o ghiaetto lavato: bagnare corettamente i terricci a base di torba è infatti piuttosto difficile, e si rischia sempre di favorire la formazione di ristagni d' acqua. In ogni caso, bisogna lasciare che la terra nel vaso cominci ad asciugarsi prima di procedere con un altra abbondante annaffiatura.

Nei climi freddi le piante in contenitore devono essere fatte svernare riparate sotto una veranda o una piccola serra, in posizione luminose e ben ventilate; poi una volta che il clima è diventato più mite, possono essere trasferite all' aperto. Nelle zone più temperate, invece le piante possono essere lasciate fuori anche d' inverno, avendo cura di pacciamare la base delle piante con paglia o altro materiale isolante.

Le piante che hanno svernato in contenitore vanno rinvasate in primavera.