Come si coltivano

 

Ricordando la loro origine e l' ambiente di sottobosco in cui crescono, si deduce che più adatte  adatte alla coltivazione delle ortensie sono le zone relativamente umide. miti e ombrose. 

La temperatura e l' esposizione

Molte specie temono gli eccessi termici, in particolare le alte temperature estive che disidratano rapidamente le foglie e disseccano i fiori, nei casi estremi conducendo alla morte l' esemplare. Il freddo invece giunge quando le ortensie, che sono in massima parte caducifoglie, sono ormai entrate in riposo. Alcune specie come H. arborescens e H. quercifolia originarie degli Stati Uniti, sanno fare anche di più: superano senza difficoltà minime invernali inferiori a- 20 °C e massime estive che superano i 35 °C.

Nel complesso le ortensie sono da considerarsi piante molto rustiche e con scarse esigenze. Un tallone d' achille è rappresentato dalla fragilità alle gelate tardive che provocano la bruciatura dei giovani germogli. Tutte le specie gradiscono una posizione riparata e protetta dalle correnti d' aria. Infatti i venti freddi invernali aumentano l' esposizione al gelo, mentre nel periodo estivo, quelli provenienti dai quadranti meridionali acutizzano i problemi di forte traspirazione, già elevata a causa della notevole superficie fogliare

Altro fattore importante per coltivare con successo le ortensie è l' esposizione ai raggi solari. Arbusti del sottobosco a comportamento essenzialmente sciafilo, soffrono se esposti alla luce diretta del sole soprattutto durante le ore centrali della giorno.

La messa a dimora.

 Il miglior periodo per la messa a dimora delle ortensie è la tarda primavera o l' autunno.  I terreni migliori per lo sviluppo delle ortensie sono quelli ricchi di sostanza organica, freschi, con discreta ritenzione idrica ma ben drenati in modo da rimanere umidi senza tuttavia creare pericolose situazioni di ristagno. Nei suoli calcarei o fortemente argillosi al momento della messa a dimora è necessario aggiungere terriccio a reazione acida in quantità sufficiente. La buca dello scasso dovrà essere tanto ampia da prevedere un successivo sviluppo radicale, la pianta va posata nella buca in modo che la parte superiore del pane di terra sporga  di poco dal livello del terreno, e dopo aver bagnato si preme delicatamente il terreno attorno alla pianta creando una depressione leggermente concava. Se si pianta in un prato piano bisogna lasciare attorno alla pianta una zona di terreno nudo e coprirla con una pacciamatura. 

Successivamente alla messa a dimora è importante mantenere l' apparato di sostanza organica. Un metodo semplice ed efficace è fare tutti gli anni, prima dell' estate, una spessa pacciamatura sulla superficie del terreno, con un miscuglio triturato di resti di potatura , erba sfalciata, e altri detriti vegetali, meglio se già decomposti. I risultati migliori si ottengono con l' aggiunta di di composta e letame maturi, che assorbono l' acqua di innaffiatura e la cedano agli strati sottostanti del terreno insieme a particelle organiche fertilizzanti

Le irrigazioni

Devono essere abbondanti nei periodi estivi, ma per quanto amino le annaffiature queste piante soffrono i ristagni d' acqua che provocano l' asfissia delle radici. Sono utili anche irrigazioni fogliari a pioggia, ma solo di sera e mai quando c'è il sole che provocherebbe bruciature sulle foglie a causa dell' effetto lente. Talvolta, anche se il terreno è umido le foglie possono ugualmente appassire a causa del calore troppo intenso della luce solare e dalla mancanza di umidità nell' aria; quando la temperatura scende, però si riprendono in fretta. Se invece appassiscono in zone d' ombra significa che il terreno è troppo secco; in questo caso, un irrigazione abbondante è sufficiente a farle riprendere. E' importante che le piante non siano soggette a stress idrico durante la primavera, quando si formano i capolini floreali; dopo la fioritura invece richiedono una quantità minore di acqua. particolare attenzione va inoltre prestata alle piante posizionate vicino vicino ai muri che vanno bagnate più frequentemente.