Annaffiatura come e quando

 

Durante i periodi estivi più caldi, da giugno fino talvolta a metà settembre, è sempre consigliabile bagnare il prato alla mattina presto, una o due ore dopo l’alba.

Questo è il momento migliore perché l’acqua, dilavando la rugiada notturna, pulisce l’erba da potenziali malattie fungine che risiedono proprio nell’acqua di condensa che si è creata nella notte.

I fattori che determinano quanta acqua dare al prato sono sostanzialmente due:

il periodo stagionale

il tipo di terreno.

Se prendiamo in considerazione la stagione estiva di un prato basato su sementi di festuca, il consumo medio d’acqua giornaliero è di circa 5 litri al metro quadrato. Questo valore può essere più elevato in presenza di caldo intenso o vento sostenuto, fattori che causano una disidratazione maggiore.

Contrariamente a quanto si crede, fare irrigazioni molto spesso è un errore da evitare. In questo modo infatti l’erba non sviluppa un apparato radicale in profondità. E’ quindi conveniente e salutare fare asciugare il tappeto erboso tra i turni di irrigazione talvolta anche di due giorni.

 

Un terreno argilloso trattiene molta più acqua di un terreno sabbioso. Un terreno sabbioso infatti si asciuga molto in fretta. Ad un terreno molto argilloso daremo i nostri 5 litri/mq di acqua ma ogni 3 giorni che significa dare in un giorno 15 litri a metro quadrato e poi per due giorni non dare acqua.

Via via che la natura del terreno si sposta verso composizioni sabbiose diminuiremo gli intervalli di stop fino ad annullarli in caso di terreni molto drenanti.

Una cosa da tenere a mente è che i residui minerali e di calcare nelle acque rovinano il tappeto erboso, per questo, nei mesi estivi è sempre consigliato eseguire una volta al mese dei trattamenti con prodotti biostimolanti a base di acidi umici

L' impianto di irrigazione

L'acqua è un elemento essenziale per la vita, anche per quella di piante e fiori. Un efficiente impianto di irrigazione potrà senza dubbio costituire un ottimo aiuto per mantenere sane ed in salute le piante del giardino.

Fig. 1. - Giardino con irrigazione

Progettiamo l'impianto di irrigazione . La prima cosa da fare è valutare la giusta collocazione degli irrigatori, dell' eventuale ala gocciolante e del pozzetto centrale. Gli irrigatori che usiamo possono bagnare con diverse angolature (90°, 180°, 270°, 360° o a piacere) e vengono preferibilmente posizionati sul perimetro del giardino. 

 

L'impianto d'irrigazione può essere sia manuale (cioè con apertura dei rubinetti a mano), che automatico (con elettrovalvole). Prima di decidere valutiamo i costi che vogliamo sostenere.

In ogni caso, come già detto, la prima cosa da fare sarà dividere il nostro giardino (che può comprendere anche aiuole, vasche, terrazzi e rocciosi) in zone che saranno alimentate da un unico tubo; questo tubo dovrà essere del diametro proporzionato al numero e al tipo di irrigatori.

Tipo manuale: Se si è optato per questo metodo si dovranno fare tante derivazioni quante sono le zone, predisponendo una saracinesca per ogni derivazione.

Se optiamo per l'automatico, ogni zona richiederà una elettrovalvola che dovrà essere collegata alla centralina (da collocarsi in posizione asciutta e riparata dalle intemperie), che gestirà automaticamente l'impianto. E' inutile dire che l'impianto automatico presenta notevoli vantaggi. Per avere sonni tranquilli mentre siete in vacanza o per non alzarsi la mattina alle quattro per accendere l'impianto, rendere automatica l'irrigazione è la soluzione ideale. Per evitare che l'impianto parta anche in condizioni di pioggia o dopo abbondati precipitazioni è bene dotare l'impianto di un sensore pioggia .